Pisa-Rosignano 0-1: La presunzione non paga, grossa occasione sprecata. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione sportiva   
Lunedì 15 Febbraio 2010 09:32

Era già capitato nella gestione Indiani, nemmeno Cuoghi è voluto essere da meno; il Pisa perde in casa per la seconda volta in questo campionato, difficile quanto vi pare ma pur sempre di serie D (maiuscolo, D come Dilettanti). L'impresa era già riuscita al Russi, che sfruttò il momento più critico dell'avventura di Paolo Indiani alla guida della compagine nerazzurra; impresa replicata ieri dal Rosignano, capace di sfruttare un tempo di assoluta assenza del Pisa in campo, ed un regalo colossale del difensore pisano Cossu.

Siamo stati facili profeti, ma alla fine dei conti non c'è molto da meravigliarsi. Il mercoledì di euforia nerazzurra, mercoledì che aveva regalato 5 punti al Pisa a fronte degli 0 ricevuti dai più seri rivali in questo campionato, i chioggiotti, è stato male interpretato. Troppi sorrisi di chi sa di aver già vinto, troppe parole prematuramente volte al futuro, troppi titoli sui giornali che, lo ribadiamo, seppur fattisi travolgere dall'umore esageratamente positivo che caratterizzava l'entourage nerazzurro, avrebbero dovuto essere i primi a mantenere i piedi ben saldati per terra, tenere alta la guardia e pretendere, da Vagnati e compagni, un certo tipo di atteggiamento sin dall'allenamento del giovedì.

Ed invece ieri il Pisa, in uno stadio ovattato dal giusto e legittimo sciopero del tifo nerazzurro (perquisiti come colombiani all'aeroporto anche i venti ragazzi giunti da Rosignano), ha scelto la strada del "prendiamocela comoda", regalando un tempo intero ai rosignanesi. E sarebbe stata manna dal cielo riuscire ad andare al riposo sullo 0-0, con Cuoghi che avrebbe provato a svegliare i suoi nell'intervallo, per tentare di acciuffare la vittoria nella ripresa, sotto la Nord, con l'aiuto del tifo.

Invece poco prima dell'intervallo è successo che, per probabile mano della Giustizia Divina, il migliore in campo del Pisa fino a quel momento sbagli un controllo facile facile, faccia involare un attaccante avversario verso la porta di Lanni, lo stenda in piena area. Rigore e cartellino rosso sacrosanti, col Rosignano che va al riposo in vantaggio. Cuoghi scuote la squadra, il ritorno in campo denota la strigliata (e non è la prima volta) fatta dal mister ai suoi ragazzi, ma non sempre può bastare.

E così, pur creando almeno sei occasioni da gol in inferiorità numerica e concedendone solo una, Carparelli e Francesconi falliscono nel tentativo di scardinare la porta avversaria, riaccendendo la speranza del Chioggia, che vince e torna a meno sei punti. Ci sta bene, così impariamo. Impariamo a dire gatto quando sarà davvero nel sacco, impariamo a non sottovalutare chi arriva con un panino in mano per pranzo, ma che di fame ne ha il doppio di noi. Impariamo, ma alla svelta per favore. Perchè di perdere altre partite, in serie D, non ne abbiamo proprio voglia.






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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Febbraio 2010 09:57 )
 
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