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| Ciclone Camilli: "Prima di volare, impariamo a mettere le ali" |
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| Scritto da Redazione sportiva | |
| Lunedì 19 Aprile 2010 18:07 | |
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E' un Piero Camilli che non ti aspetti, o forse si, quello che risponde alle domande in diretta radiofonica a SuperD, programma settimanale in onda sulle frequenze di PuntoRadio Cascina. Un Camilli deciso, schietto, mai banale, che a tratti avrà sicuramente fatto tribolare i tanti tifosi nerazzurri all'ascolto, ma che tutto sommato parla di cose concrete, senza peli sulla lingua. E questa è già una grande vittoria, se si pensa a chi pochi mesi fa ci parlava di ascensori mancati e di progetti quindicinali, prima di sparire insieme al caro vecchio PisaCalcio. "Il Pisa è mio" - precisa Camilli al telefono - "e se non ci avessi messo mano dopo 5 giornate, il campionato non lo avremmo certo stravinto. Sono molto contento delle mie scelte tecniche, Cuoghi, Minguzzi, lo staff e i giocatori hanno fatto un ottimo lavoro, anche perchè a Pisa era doveroso stravincere il campionato e dovremo continuare a vincere e puntare allo Scudetto Dilettanti". "Ma a parte questo" - prosegue il patron nerazzurro - "questa stagione è stata un disastro, da cancellare immediatamente". Dopo l'iniziale sconcerto lasciato negli animi degli ascoltatori, Camilli ha continuato precisando alcunpi concetti semplici ed essenziali: "Questa stagione, economicamente parlando, è stata un bagno di sangue. Non siamo andati nemmeno lontanamente vicini ai ritorni economici che ci eravamo prefissati; abbiamo dovuto far fronte a costi gestionali impensabili, ed oltretutto abbiamo dovuto fare tutto da soli. Carparelli a Pisa l'ho portato io, ma se pensate che possa essere tutti gli anni questa storia, vi sbagliate di grosso. Io sono Piero Camilli, non sono Babbo Natale. Cambiare le sinergie con la città , oppure c'è poco da volare: prima di farlo, impariamo a mettere le ali". I Riferimenti di Camilli sono chiari ed essenziali, ribaditi nel corso della lunga intervista telefonica rilasciata a Massimo Marini. Camilli si aspettava un certo rapporto di collaborazione con istituzioni e imprenditoria locale, invece niente di tutto ciò. Le sponsorizzazioni sono state ridottissime, le sinergie economiche quali la costruzione di un centro sportivo, l'allestimento di un importante settore giovanile, la costruzione di un nuovo stadio ("Noi dall'Arena dobbiamo venir via, costa troppo") sono distanti anni luce. Alcune, tipo la costruzione di CasaPisa nel quartiere di Gagno, sembrano già naufragate in partenza, visto che "non puoi nemmeno avere un'idea che subito partono le interrogazioni in Comune che bloccano tutto". Insomma, Piero Camilli non le manda certo a dire, e batte i pugni sul tavolo come del resto era da attendersi. Prima di essere presidente ed esperto di calcio, Camilli è un imprenditore. E come tale, la beneficenza a Pisa non ha davvero intenzione di farla. Chi si attendeva novità dal punto di vista sportivo in merito all'allestimento della futura squadra che affronterà la C2, è rimasto parzialmente deluso; "è inutile che vengo in radio a fare proclami, vi compro due punte, tre centrocampisti e sette difensori, queste cose le facevano i presidenti che avete avuto prima di me, ed avete visto com'è andata. A Pisa farò una squadra per vincere il campionato di C2 al primo colpo, perchè io in certe categorie non ci voglio rimanere un minuto di più. Ma certe questioni vanno affrontate e risolte, altrimenti c'è poco da sperare in una continuità  sportiva del calcio a Pisa". Ascolta l'audio integrale dell'intervista. |
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| Ultimo aggiornamento Martedì 20 Aprile 2010 16:22 |
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