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| A quei Signori... (lettera aperta) |
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| Scritto da Redazione sportiva | |
| Lunedì 01 Giugno 2009 12:16 | |
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Riportiamo il pensiero di uno dei nostri lettori, che non scrive molto sul Forum ma quando lo fa è da premio Oscar. Questo pensiero, naturalmente, è condiviso pienamente da tutto lo Staff di IoTifoPisa.Com
Chi scrive queste righe non è un ultras e neanche un membro di qualche frangia del tifo più o meno organizzato.
Questo perché ho sempre vissuto il tifo come un qualcosa da vivere personalmente, da custodire quasi gelosamente dentro me stesso. Non ho mai sentito il bisogno di condividere con altri le emozioni legate al calcio, positive o negative che fossero. Mi sembrava una premessa doverosa in funzione di quello che voglio esprimere. Perché da qualche ora mi sento profondamente diverso. Perché da sabato scorso mi è venuta una gran voglia di parlare. Dovrei dire di urlare, ma mi sono ripromesso di mantenere un tono consono alla serietà del momento. Parlare non tanto con altri tifosi, anche perché sono sicuro che mi sarebbe difficile non naufragare in quel mare di opinioni personali, di punti di vista, di voler colpevolizzare questo e di dover salvare quello, tipici di una situazione francamente difficile come questa che stiamo vivendo. Io sento un pressante bisogno di rivolgermi a quei signori che nel corso di questa stagione hanno avuto l’onore di indossare la maglia nerazzurra, oltretutto in una annata così ricca di significato quale quella del Centenario. A quei signori i cui nomi più o meno altisonanti hanno spinto più di settemila persone a sottoscrivere una tessera di abbonamento che significava tante cose : speranza, fiducia, passione, diciamo anche amore. A quei signori che hanno giocato ventuno partite casalinghe in uno stadio colorato e festante, che difficilmente ha contato meno di diecimila anime. A quei signori che in ventuno trasferte non sono mai stati lasciati soli, tranne che per cause politico-sportive che non è il caso di ricordare adesso. A quei signori che si sono permessi di silurare in maniera neanche tanto celata l’unico valore aggiunto di questa stagione così tribolata e irta di difficoltà : Giampiero Ventura. A quei signori che si sono fatti beffe di chi la scorsa estate si è imbarcato in un’avventura non semplice con grande entusiasmo e disponibilità : nonostante i molti errori commessi, alcuni anche marchiani, in questo momento non riesco ad essere particolarmente adirato con il presidente Pomponi, diciamo che attualmente prevale l’indifferenza nei suoi confronti. A quei signori che nell’ultima fase di questo campionato hanno sperperato un patrimonio di punti in maniera pazzesca, riuscendo a mettere in scena un suicidio sportivo che ha dell’incredibile. Vorrei tanto poter parlare a questi signori di persona, guardandoli diritti negli occhi, anche se sono sicuro che molti non sarebbero in grado di sostenere lo sguardo di un tifoso ferito. Purtroppo questo non è possibile, e quindi sono costretto ad usare metodi meno convenzionali per esprimere il mio pensiero. Qualcuno di questi signori, e francamente non se ne comprende il motivo, il prossimo anno giocherà nella massima serie. Qualcun altro invece disputerà di nuovo quella categoria che questa stagione ha dimostrato ampiamente di non meritare affatto. Altri scenderanno nella nuova Lega Pro, ovviamente con un’altra casacca, in cerca di un riscatto più o meno improbabile. Sono sicuro che nessuno di questi signori avrà il cuore e l’anima di voler indossare ancora una volta la maglia nerazzurra, per cercare di lavare via tutto il fango che sono riusciti ad accumulare nel corso di questa stagione. Ma prima che inizi l’esodo verso altre piazze, prima che dimentichino troppo in fretta quanto male hanno fatto ad un popolo e ad una città intera, io voglio mettere questi signori di fronte alla loro colpa più grande. Se non lo facessi sento che ci starei male per tutta la vita. Cari signori. Con la vostra gestione inqualificabile avete distrutto 13 anni di sofferenza e di sacrifici fatti da noi tifosi, da altre dirigenze e da altri giocatori, che con immensa fatica erano riusciti a portare Pisa dove meritava di stare. Con il vostro scarso impegno avete depauperato quel patrimonio di affetto e di entusiasmo che aveva trovato il suo culmine nel giorno della promozione di due anni fa, un evento che adesso fa male soltanto ricordare. Con la vostra scarsa professionalità avete disintegrato in un sol colpo ciò che avevano conquistato uomini veri e professionisti seri, quello che voi temo non possiate mai diventare – tranne poche eccezioni, purtroppo affogate ben presto nella mediocrità generale. Cari signori. Questa è la vostra colpa più grande. Avere tradito l’affetto e l’amore che un popolo intero riversa giorno dopo giorno, partita dopo partita, sulla squadra di calcio che va a rappresentare su e giù per l’Italia una tifoseria, una città , una provincia. Questo è il vostro regalo – originale, devo ammettere – per una ricorrenza così prestigiosa quale è il Centenario di un sodalizio sportivo. Cari signori. Siete riusciti in tutto questo, una impresa ingloriosa dalle proporzioni epiche. Una tale tragedia sportiva era difficile soltanto da pensare, ma voi siete riusciti nell’intento di metterla in atto alla perfezione. Incredibile. Ma sotto un aspetto avete fallito, e mi preme farvelo sapere prima che scappiate a nascondervi in altre città ed in altri campionati. Cari signori. A questo mondo non ci sono certezze. Ma in un momento sportivamente ed emotivamente tragico come questo io riesco a trovare la forza in un’unica certezza. Una certezza granitica, consentitemi di dirlo, che emerge dal mare dei dubbi e delle insicurezze. Ad oggi io non so quando ripartiremo. Con chi ripartiremo. Da dove ripartiremo. Se ripartiremo. So solo che io ripartirò al fianco di quella maglia nerazzurra che non mi stancherò mai di seguire e di incoraggiare, a prescindere dalla categoria, a prescindere dalla dirigenza, a prescindere dai giocatori. E sono sicuro, potrei metterci la mano sul fuoco, che moltissimi tifosi hanno la mia stessa voglia di ripartire e di cancellare subito questa brutta stagione, una volta svanite la rabbia e la delusione del momento. Cari signori. Ecco dove avete fallito. E di brutto, anche. Non siete riusciti a uccidere l’amore che debbo alla croce bianca in campo rosso. Per questo mi viene da dire, anzi da urlare, anche se mi ero ripromesso di non farlo, ma chi se ne frega : RIALZATI PISA ! Perché questa non è la fine. E’ un nuovo inizio. L’ennesimo della nostra travagliata storia. Forse uno dei più dolorosi. Ma sempre di un nuovo inizio si deve trattare. Soprattutto per noi tifosi. Perché è in momenti bui come questo che si vede quanto è grande il cuore del supporter nerazzurro. Nonostante voi, cari signori. Con tutto l’affetto di cui sono capace nei confronti di Pisa e del Pisa, Gabriele Bianchi |
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"quando in campo scenderai non ti lasceremo mai, insieme a te sarem... Pisa!"