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| Il punto: Scusate il ritardo |
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| Scritto da Andrea Carmignani |
| Giovedì 31 Dicembre 2009 20:59 |
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Un grande scrittore del 900 disse che la letteratura era figlia di sofferenza e frustrazione. Era nato in Sudafrica ma era portoghese; Portogallo, la terra del “Fado”, della canzone melanconica. “Portugais toujours gais” Sempre contenti, li descrivono i francesi..io li ho sempre visti un popolo un po’ triste. Forse è per questo che culturalmente son sempre stati molto fertili, ancorché semisconosciuti. Pessoa parlava di letteratura. Noi più umilmente e realisticamente estendiamo il concetto a qualsiasi forma di espressione scritta; dalla più semplice lettera d’amore a queste, nel mio caso, periodiche (e tediose, lo riconosco) digressioni per le quali ringrazio anticipatamente chi avrà la pazienza di leggere; tutte son figlie di stati d’animo contrastati, inquieti. Chi mi conosce bene sa che riesco ad infervorarmi più per difendere qualcuno o qualcosa che è indifendibile anziché innalzare cori di adorazione verso chi ben si difende da solo; questione di carattere.. come amo spesso dire, non ci sono caratteri belli e brutti..ci sono solo caratteri. A ciascuno il suo. Pensate un pò, sono riuscito persino a difendere il Cav Pomponi; oppure Covarelli, nonché la pletora di infimi e infami omuncoli che negli anni hanno vestito la maglia nerazzurra. Mi piaceva e sbavavo per Ventura, quando per i più era solo l’uomo dei veli mancati, dei passaggi in orizzontale, delle marcature a zona in difesa, dei goal presi ingenuamente. Ci sbavo molto meno ora che i risultati parlano per lui; e soprattutto ORA CHE NON E’ PIU’ NERAZZURRO. Capitolo chiuso… ricordi piacevoli, niente di più. Al contrario di molti, non provo né amarezza, né risentimento. Voglio solo dimenticare, o meglio mettere tutto in un cassetto e lasciarlo lì. Per fare questo ci vogliono due cose: vincere alla svelta questo insulso campionato e programmare per tornare a giocare ad altri livelli, con altri giocatori e in altri campi (non davanti però ad altri pubblici visto lo squallore generale che si vede ogni sabato in B). Cremona fu “accantonata” solo dopo il 17 giugno; o forse, come sostengono alcuni, il 17 Giugno fu possibile solo quando cominciammo a renderci conto che per molti Cremona era solo un ricordo sbiadito dal tempo e dalle delusioni. Questo 2009 si è chiuso e ne siamo ben felici; personalmente non saranno molti i ricordi positivi di quest’annata; l’unica forse, la convinzione di aver toccato il fondo, dal quale si può solo risalire. E non è poco. Di questo ad agosto ringraziai chi di dovere, ma ora, a distanza di mesi, non riesco più nemmeno a disprezzare certa gentaglia; sono in me ormai un ricordo insignificante che più non merita essere rivissuto. Parlavamo di sofferenza e frustrazione; sicuramente fossimo stata un’anonima compagine a metà classifica di un orribile campionato di serie D, con alle spalle una società che faceva acqua da tutte le parti, avrei scritto di più, magari difendendo l’operato di chi opera male o non opera affatto. Forse è per questo, oltre al fatto che oggettivamente in serie D c’è poco di cui parlare, che mi ha costretto a riflessioni a singhiozzo. Alcune cose che mi disturbano, innegabilmente, vi sono. Due in particolare. Alla prima avevo deciso di non prestare e sprecare più attenzione; la seconda invece mi ha colto impreparato, anche se in questo paese allo sfascio non c’è da stupirsi più di nulla. Lo dissi in tempi non sospetti.. lo sostenni con tutta l’acredine e il livore che riconosco di avere quando vengo toccato nei miei sentimenti più cari; “Badate.. questi vogliono farci votare i coglioni” Mi sentivo rispondere “ Ma no..che vuoi che facciano.. non son nessuno…gli piace giocare agli ambiziosi.. vedrai dopo un po’ se non li consideriamo si sgonfiano da soli” Ed invece sono ancora lì, pieni di boria, che si gonfiano con sostantivi come blasone, aggettivi come glorioso e sbandierano capitoli di storia che non gli appartengono. Scusatemi…non ce la faccio; mi è impossibile passarci sopra, son fatto così. Centenari, foto di squadre e tifoserie che erano e sono ancora nostre, bottiglie di vino con nome e stemma di un Pisa o noi ancora caro , gagliardetti, maglie ufficiali e commemorative, vendute solo grazie a un equivoco che si voleva far finta non vi fosse e che invece continua ad ingrossare ed ingrassare, nonostante gli insuccessi sportivi, questa compagine di “falsificatori” di bassa lega. Qualcuno li descrisse, in modo dispregiativo, come una targa attaccata ad un auto che non gli appartiene; purtroppo sono convinti di essere possessori anche del mezzo e qualcuno, alla fine invierà anche a crederlo e magari appoggiarlo. Il personaggio ormai lo conosciamo bene; qualcuno lo prende in giro, lo sbeffeggia, lo deride; non gli dà conto e peso. A me invece spaventa, perché è tutt’altro che stupido, quindi ancor più pericoloso, secondo il grafico dell’esimio professor Cipolla. “tutti qui siamo canaglie, incluso me. E dal momento che lo siamo, facciamo sì di essere i migliori. Fra cent’anni ogni parola che diciamo qui sarà usata per farci un film. Vi porterò ad essere mito…leggenda. Anche a costo della vostra morte, se sarà necessario. I miei detrattori ridevano in molti, ora ridono in meno, Tra poco cesseranno di ridere del tutto” Non sono parole del presidente onorario della sangiulianese ovviamente, ma di un caporale austriaco che volle farsi passare per tedesco ed ariano e dalla cui vicenda non abbiamo ancora imparato a non sottovalutare il nemico. Esimio signor Grassini, si faccia la SUA storia con la SUA squadra, e se non vuol restituirci la nostra, almeno la lasci in pace. Il secondo motivo per cui mi son sentito in dovere e nell’animo di scrivere qualcosa in un momento così poco fertile a discussioni e analisi calcistiche è invece di tipo antropologico. Ora, come sostenevo prima, è difficile al giorno d’oggi stupirsi di qualcosa. Ancor meno in Italia. C’è sempre però qualcosa o qualcuno che ci riesce. Chi legge questo portale con annesso forum ha già capito. Altri magari, non avendolo vissuto in prima persona faranno fatica, quindi sarò esplicito, ancorché breve. C’è un personaggio, una cloaca d’uomo, che ha deciso di rovinare una donazione a scopo umanitario rubando parte dei proventi destinati all’acquisto di magliette a gadget nerazzurri da inviare ai bambini figli del disastro di Chernobil; se questa persona non fosse la spazzatura umana che è.. se questo rifiuto della società avesse almeno un milionesimo di briciola di dignità e sensibilità per comprendere come anche una semplice maglietta di calcio può alleviare la sofferenza e rallegrare la vita di un BAMBINO, sia essa per un giorno o per un anno, avrebbe restituito il maltolto nella stessa identica subdola maniera con cui lo ha sottratto. Non lo farà ..ne siamo tutti certi. Conseguentemente mi sento a conclusione di questo orribile anno 2009 di augurare a lui e tutti coloro che in questa sottospecie umana si riconoscono tutto il male possibile. Agli altri invece .. a chi ha a cuore il Pisa, ai miei fratelli nerazzurri, alle loro famiglie, a chi ancora crede in certi piccoli valori sui quali è ancora possibile costruire qualcosa di buono, auguriamo tanta felicità e soddisfazioni. Sperando che, almeno in ambito strettamente sportivo, abbiamo già pagato abbastanza ed espiata la nostra colpa; consci altresì che. anche se in ritardo, forse e dico forse, abbiamo trovato una società che possa far bene e donarci un futuro migliore del recente passato che ci siamo gettati alle spalle. Buon anno popolo nerazzurro. A.C. |
| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 06 Gennaio 2010 20:48 ) |
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