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| Il Punto: Memoria instabile |
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| Scritto da Andrea Carmignani |
| Giovedì 05 Novembre 2009 14:44 |
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In una settimana nella quale di cose ne son successe, non ultimo l’esonero ampiamente previsto di Paolo Indiani e l’arrivo di Stefano “cetrin†Cuoghi (qualcuno ricorderà il nomignolo), di cose da parlarne ce ne sarebbero state a bizzeffe. Stefano Cuoghi, lo ricordiamo bene, fu grande giocatore del Pisa..personalmente quello da me più osannato insieme a Klaus Berggreen. Adesso torna in veste di tecnico, al quale è richiesto il non facile compito di dimostrare che ci sa fare in questa dimensione a noi ancora sconosciuta; ricordando che nell’anno del centenario, due suoi compagni della splendida giornata di Cremona non più di 5 mesi fa hanno contribuito a spedirci dove adesso ci troviamo… Con la speranza di non veder confermato il vecchio adagio del “non c’è 2 senza 3â€, ti facciamo un grosso bocca in lupo Stefano..Con rinnovata fiducia ma senza farti sconti, dimostraci di che pasta sei fatto e se in panchina hai le “palle†che avevi sul rettangolo verde. Altre cose avrei voluto dire..ma me le sono già scordate..forse perché alla fine non erano poi così importanti.. La memoria fa spesso difetto a chi, come me, comincia ad addentrarsi nell’età più matura; ci sono cose che fai e dimentichi in fretta, indipendentemente dall’importanza delle medesime; si dice sia normale, tant’è che, almeno io, già sbadato di natura, non ci faccio nemmeno caso. Anzi.. mi è sempre piaciuto definire questa particolarità , che ho fatto mia, â€memoria selettivaâ€â€¦. In pratica quella dote che consente alla mente di cancellare ricordi ritenuti poco significativi e tenerne altri più importanti. Cosa sia però a stabilire a quale categoria questi ricordi appartengono, lo ignoro. Fatto è che, come per tutti, cose fatte ieri svaniscono in un attimo e altre vissute decenni prima ti rimangono sempre lì, stampate, a fuoco, indelebili. Come per la vista nell’età che avanza, non riesci a vedere bene da vicino ma tutto ciò che è lontano lo metti a fuoco meglio di prima. A chi mi accusa di dimenticarmi anche come mi chiamo, tipo mia moglie, mi diverto a ricordargli che il mio cervello è un po’ come la memoria di un PC… ci sono cose cha carico sulla RAM, e una volta spenta la macchina svaniscono nel nulla, e altre che invece rimangono lì per sempre, salvate sull’ Hard disk. A te, Romeo, ti ho salvato in una cartella speciale. Di te ricordo ogni piccola e più insignificante immagine; non mi chiedere perché.. ma so che ti farebbe piacere saperlo. Mi ricordo quando ti vedevo uscire dal sottopassaggio dopo aver caricato la squadra e con le tue dita sempre incrociate cominciavi a salutare la folla che ti osannava; la TUA folla. Gli occhialoni che aggiustavi in continuazione quando ti intervistavano e che erano sintomo che stavi incominciando a perdere la pazienza. La tua voce rauca, dall’accento particolare. Che mi faceva ridere e che mi piaceva imitare… Cazzo..quante volte con i miei fratelli di sciarpa ti abbiamo preso in giro. La cravatta che quando venivi a saltare sotto la curva insieme a noi sobbalzava sul tuo pancione gioviale di persona buona..perché tu eri buono Romeo… lo sapevano tutti. L’anellone che portavi alla mano con il quale, son sicuro, ti facevi rispettare da chi era più alto e grosso di te. E quel sorriso che sul tuo volto non ho mai visto..perché per te sorridevano gli occhi e le mani, sempre protese verso chi sedeva su una carrozzella o da bambino veniva a chiederti di fare una foto con te. Me le ricordo bene queste piccole grandi cose insignificanti Romeo… perché sono le cose che si ricordano del proprio padre quando non c’è più. Perché tu per me sei stato come un padre..e come per me per le decine di migliaia di tifosi pisani che hanno incrociato la tua strada ed hanno imparato ad amarti. Come un padre…anche nei dissapori, davanti a tue scelte discutibili che ci facevano storcere la bocca, che contestavamo, ma che alla fine accettavamo “perché l’aveva detto Romeoâ€. Come un padre ti abbiamo pianto quel giorno di dieci anni fa, portato a spalla da chi più ti era stato vicino, in quella tua ultima passerella sotto la Nord con la gente che di nuovo, dopo le disgrazie in cui eravamo caduti tutti, noi e te, ti acclamava come ai vecchi tempi e ti gettava fiori. Ho pianto anche io..non me ne vergogno, quel giorno; un pianto che aveva il sapore di un’età , la mia personale e quella di Pisa sportiva tutta, che non sarebbe più tornata. Oggi, a distanza di 3650 giorni non piango più… perché la mia “memoria selettiva†ha fatto sì che quando ripenso a te non posso non provare che gioia e allegria; come eri te… gioioso e allegro, anche se, talvolta, un po’ burbero. Avrei potuto ricordarti in mille modi Romeo… ci saranno altri che lo faranno..ascoltali tutti, mi raccomando. Essi ti hanno voluto tutti bene e bene te ne vogliono ora anche coloro che magari ti hanno voltato le spalle nel momento del bisogno. Ma tu, lo so, saprai perdonarli..anche perché a questa gente gli sei sopravvissuto. Grazie di tutto Romeo.. di Pagani, di Torino, di Cremona. Tuo figlio..i tuoi figli, te ne saranno sempre grati. E già che ci sei, se puoi.. dai due parole di consiglio al nuovo mister.. lo spedisti in tribuna, ricordi? Gli deve essere servito, perché successivamente a Parma si consacrò come uno dei migliori interpreti di quella forte squadra… Ecco..parlagli..ne ha bisogno..ne hanno bisogno i figli tuoi tutti; ispiralo. Digli di comportarsi con qualche mammoletta come avresti fatto te. Ciao Romeo..continua a seguirci, a gioire e soffrire col tuo popolo. Il Pisa siamo noi…per 16 anni, e forse per sempre, il Pisa sei stato te. A.C. |
| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Novembre 2009 18:42 ) |
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