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Il Punto: J'accuse... PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Carmignani   
Giovedì 04 Febbraio 2010 11:41

Che impressione ti ha fatto esultare con indosso la maglia nerazzurra?

«Sono nato a Milano e Livorno mi ha adottato 17 anni fa. Nella città dei Quattro Mori sono cresciuto e lì ho passato momenti stupendi. Domenica ho sentito solamente gioia, ma la prima volta che sono sceso in campo con il Pisa, ho provato una strana sensazione. Giocare per cinque stagioni in amaranto ti segna nel profondo e ritrovarsi in una squadra che si chiama Pisa.

C. Sscalzo, giocatore della Sangiulianese

Intervistato da C. Palotti

Giornalista del Tirreno e Add. Stampa della Sangiulianese

Il Tirreno 4/02/2010

Monsieur le President,
Le scrivo questa lettera aperta (come usa molto fare ai giorni nostri) per renderLa a conoscenza e quindi, spero, partecipe, di un senso di disagio che pervade, chi piĂą chi meno, tutti i sostenitori della societĂ  calcistica e dei colori che Lei rappresenta.

PorgendoLe anticipatamente i miei più sentiti ringraziamenti per ciò che Lei sta facendo per riportare in alto il glorioso gonfalone nerazzurro dopo l’ennesima battaglia che ci ha visti sconfitti (e di questo, Le assicuro, ha appoggio e sostegno unanime da parte della tifoseria) passo subito al dunque.

Vede, Monsieur le President, forse Lei ancora non ha potuto apprezzare e valutare che cosa lega il tifoso pisano alla propria squadra; che cosa essa rappresenta davvero per lui; che cosa significhino le espressioni “viscerale”, “maniacale”, “storia”, “orgoglio”, “memoria” soprattutto quando esse vengano associate alla squadra che sosteniamo.Perché se così fosse, Monsieur le President, non vi sarebbe bisogno che Le scrivessi, seppur in modo così informale, queste poche righe di accorato risentimento.

Vede, Lei ha già avuto modo di udire la voce di esponenti di altra società di un comune limitrofo a quelle della nostra città; ed ha avuto modo, spero, di afferrarne i contenuti e di valutarli di conseguenza. Lei, Monsieur le President però difetta di memoria storica, nel senso che non ha, per forza di cose, la NOSTRA memoria storica; di che cosa sia stato il Pisa in passato, di quello che ha significato per noi, di quello che ancora, come il primo giorno che abbiamo messo piede all’Arena Garibaldi, rappresenta; delle sensazioni di sconforto di fronte alle batoste e di quelle di gioia sfrenata alle poche vittorie, all’orgoglio che comunque anche nei momenti più drammatici abbiamo sempre saputo tirar fuori ( e Lei, almeno questo, ha potuto constatarlo personalmente), cosa riconosciutaci universalmente anche da tifoserie ostili e poco inclini a lisciarci il pelo.

Non può quindi, Monsieur le President, SAPERE quanto questo piccolo gioco al massacro ci sta fiaccando: gioco al massacro perpetrato impunemente dalla dirigenza di una società che si spaccia per chi non è e pretenderebbe di aver ereditato tutto quanto sopra esposto e addirittura di RAPPRESENTARCI, arrivando all’assurdo di esporre nel proprio campetto amatoriale foto di uno stadio, di una tifoseria, che non gli appartiene e che proprio per questo, chi Le sta scrivendo in questo momento chiederà FORMALMENTE che simbolicamente venga cancellato da dette foto un piccolo spazio; perché dietro quel cm quadrato di carta fotografica, tanti anni fa, c’era un adolescente reale che credeva di tifare, combattere, portare a giro per l’italia colori e onori di un IDEALE (Oui, Monsieur le President…per noi il Pisa era ed E’ una cosa in cui ci riconosciamo..) e che si scopre dopo decenni esposto in un contesto che non c’entra niente. E nessuno, dico NESSUNO, deve permettersi di sfruttare quella immagine e quei sentimenti. I miei sentimenti.

Vede..forse lei sorriderà leggendo queste farneticazioni..soprattutto scoprendo che chi le scrive è uomo in età ormai matura. Forse arriverà a provare un senso misto di pena e di fastidio, leggendo che a fronte di una squadra prima in classifica e con dichiarati progetti di pronta risalita, il tifoso medio pisano preferisca avvelenarsi il fegato con queste cose, per Lei, forse di poco conto. Ma le garantisco e suggerisco una cosa, Monsieur le President; per entrare nel cuore dei pisani, per farsi accettare definitivamente ci vuole molto meno di risultati roboanti e “leccaculismi” che non ci appartengono: basta rispettare ciò di cui vanno fieri e possibilmente entrare a far parte di quella che definiamo “storia” nerazzurra- che avrà capito non è solo la storia sportiva- e non permettere, di conseguenza, che chicchessia si azzardi anche soltanto a deturparne immagine e memoria.

Monsieur le President, veda di intervenire come e dove può..perché Lei, in quanto società che ci rappresenta legittimamente e che DEVE far valere certi diritti morali può molto..moltissimo. E veda di impedire a tutti quegli organi di (dis)informazione siano essi per motivi pubblicitari, di sponsorhip, di amicizie personali, di doppiogiochismo, di permettersi di prenderci in giro ed infangare un nome, un popolo, una società che ormai è parte integrante ed indissolubile di ciascuno di noi, arrivando, in caso estremo, a negare, dai tesserati ai semplici dipendenti, la disponibilità per quelle testate che dovessero ripetere quanto di vergognoso è stato perpetrato in questi mesi. E si rilegga la chicca che le ho riportato in alto e che non sa quanto mi è costato persino riscrivere..

Sentitamente e anticipatamente la saluto, Monsieur le President

A.C.






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avatar enricocannata
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Domanda: Che impressione ti ha fatto esultare con indosso la maglia nerazzurra?

Risposta: la stessa impressione che prova di chi va a giro con un bel ciuffo di capelli in testa e sa di essere pelato e di avere una parrucca.
avatar Brave
0
 
 
Monsieur le President, tenga anche conto di un'altra cosa: la nostra pazienza prima o poi finirĂ .
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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 12:07
 
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