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| Il Punto: Zanzare a Novembre |
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| Scritto da Andrea Carmignani |
| Giovedì 19 Novembre 2009 19:35 |
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Lessi tempo fa, fra gli innumerevoli gruppi di facebook; di uno che così recitava: “Qualcuno avverta le zanzare che siamo a Novembre..” Ci ho fatto caso….sono una vera rottura di coglioni… le zanzare, come i gruppi di facebook, anche se questi ultimi sono decisamente più spiritosi. Talvolta. Fatto sta che è vero…le zanzare continuano ad infastidirci, anche a novembre. Facciamo qualcosa, vi prego. Il calcio, si sa, è materia piuttosto opinabile; di scientifico c’è poco o nulla, anche se in verità le regole son poche e semplici. In sintesi chi fa uno o più goal degli avversari porta a casa la vittoria ed i tre punti ad essa collegati; il resto son tutte chiacchiere, speculazioni, recriminazioni, convincimenti che alla fine han poco significato, se non nullo; il verdetto del rettangolo verde è sovente, se non sempre, inappellabile. Dico questa serie di ovvietà di una banalità sconcertante non tanto per stigmatizzare qualcuno in particolare, quanto per ricordarlo a me stesso, visto che spesso e volentieri cado nel tranello della dietrologia calcistica tipicamente italica…quella della giustificazione, delle scuse, degli appigli cui aggrapparsi quando il risultato ci è avverso; dimenticando che il calcio è a parer mio di una bellezza unica proprio per questo: puoi essere il più forte di tutti, puoi aver giocato la partita perfetta, ma i 3 punti a casa possono portarli gli altri e ciò che hai fatto non conta assolutamente nulla. Come il pugile che incassa duramente cadendo anche a terra ma che risolve il match grazie a un singolo colpo o come il giocatore di scacchi, in difesa per tutta la partita che mette sotto scacco inaspettatamente l’avversario. Sport diversi, è vero, ma dove, si badi bene, fortuna, arbitri, pubblico, sudditanza, son termini che da parte dello sconfitto vengono raramente invocati. Il Pisa domenica doveva vincere, e ha vinto, dopo alcuni risultati sicuramente deludenti. Lo ha fatto nel modo più difficile ma più esaltante, sul campo di una rivale per la vittoria finale, senza l’apporto del suo pubblico, partendo con l’handicap di 2 reti in 8 minuti e finendo per dilagare nettamente. Questa è la storia di una partita del Pisa 1909, ma è la storia di tante altre partite giocate in anni lontani e vissute tante volte… quelle di Brescia..di Padova… di Avellino..di Cosenza.. di Parma. Partite in cui il Pisa SC, quello di Romeo, recitava il ruolo di grande favorito; dove l’ambiente avversario ci attendeva al varco caricandosi al meglio per quanto potesse, ma che poi di fronte alla dilagante superiorità dei nerazzurri, alla fine spesso recriminava. L’arbitro… le occasioni sbagliate.., la partita che avrebbe potuto cambiare.. l’errore… la sfortuna… Il Pisa aiutato da forze occulte, di palazzo… Sticazzi… Mi ci vien da ridere..il Pisa aiutato dai poteri forti: un popolo che nei suoi cento anni ha ingoiato bocconi amari come nessuno al cospetto di pochissime gioie; che ha dovuto sudarsi sul campo quel poco che ha ottenuto per vederselo togliere in un battibaleno, magari non ingiustamente, per colpa di sciagurate gestioni societarie ma mai per colpa della propria gente; che ha assistito impotente alle peggiori (in)giustizie sportive, vedasi i –9 punti all’Udinese o la promozione a tavolino della Fiorentina e una serie innumerevole di torti arbitrali clamorosi degni di “scherzi a parte” se non di “un giorno in pretura”, anche in campionati ignobili e indecorosi come quello di quest’anno. Solo a me vien da riderci sopra; altri ci si incazzarebbero. Magari lo fanno. E ancor più ci rido, pensando all’espressione inebetita del signor Alessandro Renica al termine del match, sul quale avrei da dire mille cose, molte già dette, altre solo pensate, ed è bene che là , nei pensieri, rimangano. Il signor Renica che parla di giustizia nello sport, del merito e del demerito, della legge del calcio, del rammarico di non aver raccolto quanto seminato sul campo, è davvero esilarante; e stavolta il (sor)riso è tutt'altro amaro. Caro signor Renica, di leggi nel calcio ce ne sono poche: una di queste sancisce che a tutti viene data una seconda possibilità e che prima o poi ci si rincontra: 20 anni fa lei perse la faccia e perse sul campo, anche se la solita (in)giustizia sportiva la premiò; oggi ha perso di nuovo, sul campo, nettamente, perché è inferiore.. stavolta non aveva santi e santoni in Paradiso a proteggerla.. chiedendoci scusa avrebbe almeno riacquistato una dignità che evidentemente a lei non interessa. Peccato, occasione persa; sconfitta da 6 punti. Amen. Che poi questa settimana finalmente meno travagliata, siccome siam pisani, non poteva essere comunque tutta rose e fiori.; figuriamoci. Ecco allora rispuntare, altra zanzara fuori stagione, anche se per lui qualsiasi stagione sembra fatta apposta per urtarmi il sistema nervoso, il signor Gianfranco Grassini, presidente del Pisa S.C., squadra di San Giuliano e clone di cattivo gusto di una squadra che non c’è più e che semmai apparterrebbe, moralmente, ad altri. Ora, dopo aver personalmente dovuto ingerire bocconi amari quali bottiglie di vino del centenario col simbolo del Pisa che fu di Romeo ben visibile sull’etichetta, di propositi ambiziosi mirati ad essere l’unica realtà della nostra città (lei non rappresenta Pisa e quel modo di intendere il Pisa signor Grassini..se lo metta in testa) , i tentativi fortunatamente andati a cattivo fine di subentrare col suo cavallo di troia chiamato Pisa SC, i reiterati propositi a cui mai ha dato seguito, segno per me di mera operazione pubblicitaria, di regalare il glorioso nome che lei legalmente ma inopportunamente - come ha sottolineato un membro della nostra community ha rilevato anni fa, questa settimana ha pensato di rovinarmi una tranquillità che avevo finalmente ritrovato. E’ bastato poco… il tempo di leggere che l’8 Dicembre, per beneficenza, la sua squadra, che volutamente non nomino, incontrerà il Pisa…che il suo sogno è quello di riunire le due squadre… di vedere suoi giocatori mischiarsi ai nostri, simbolicamente…. Che alla fine, lo lascia intendere, il Pisa sarà uno solo. Vede sig Grassini…forse non l’ha ancora capito… il Pisa E’ già UNO SOLO. Nessuno di noi vuole che lei ne entri a far parte, quantomeno alle sue condizioni; nessuno di noi mai accetterà che chi ha LEGALMENTE speculato sulla nostra passione diventi un membro della nostra famiglia. Lei faccia la sua strada, con la SUA squadra; ci lasci in pace..nessuno le chiederà niente. E anche voi, società del Pisa 1909: sappiate che a molti la scelta di questa inopportuna amichevole non è piaciuta per niente; ci dispiace annotarlo, ma è stato INOPPORTUNO errore; facciamo fatica a sopportare un campionato di serie D e come vedete ci mettiamo tutto il nostro affetto passione ed impegno; facciamo fatica a sopportare decisioni prese ad hoc per impedirci di seguire la nostra squadra; ci costa sacrificio e ci fa rabbia sapere che altri vanno in giro con i nostri colori, il nostro nome, ma non siamo noi. Se poi ce li portate in casa, nel nostro tempio, in maniera INOPPORTUNA, non ci si lamenti se poi qualcun avrà da ridire. E soprattutto, Piero Camilli, che cosa pensa di questa storia? E’ informato di cosa rappresenta per noi la squadra si San Giuliano? Sarebbe OPPORTUNO o no informarlo di queste cose qualora non ne fosse al corrente? A novembre una volta si andava in giro col cappotto… nel 2009 si lotta contro le zanzare… O tempora, O mores. A.C. |
| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 20 Novembre 2009 16:17 ) |
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