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| Capitolo VII: La colazione |
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| Scritto da Prof. Devoto Oli |
| Venerdì 20 Febbraio 2009 11:18 |
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La colazione  Finalmente in auto. Tre amici nuovamente on the road, direzione Cisternino la meta della ribotta per le feste comandate. Leo alla guida, lato passeggero per Bodibirdin e dietro Luca Rally con in mano il giornale e le lacrime agli occhi. Luca Rally: “Cosa dovrò fare per contraccambiare l’amore della città , guardo il giornale e stento a credere che sia accaduto tutto questo …†Leo Pardi: “Lo puoi dire forte Luca, i ragazzi hanno fatto un lavoro eccezionale e sai ‘osa … il merito è tutto tuo !†Luca Rally: “… ma io non ho fatto niente, ho solo ridato i capelli a Pottina …†Leo Pardi: “Si … ma noi abbiamo due università , la prima è l’università del mare e la seconda è l’università del giornalismo …†Bodibirdin: “Boia occos’è l’università ? Leo Pardi: “L’università è un luogo di studio di eccellenza nel quale si formano i giovani che poi diventeranno i quadri dirigenti nel loro campo di attività e per noi le attività migliori sono il mare e il giornalismo.†Bodibirdin: Boia dé come è vero Leo, quanto siamo grandi, sanno una sega i pisani cosa è l’università …†Leo Pardi: “Lo puoi dire forte Bodi e il merito è tutto di Luca che ha fortemente voluto questo giornale per dare lavoro ai nostri giovani migliori, alle forze vive della nostra città .†La breve conversazione veniva spezzata dall’arrivo al Cisternino. Davanti al Bar e all’edicola una decina di persone in ammirazione della civetta del Corriere Labbrone. Leo Pardi :â€Ragazzi, conviene prendere i panini e poi andare a mangiare un po’ più lontano. Bodi vieni con me, è meglio lasciare Luca in macchina.†Bodibirdin: “Va bene Leo.†Lasciata l’auto a fianco dell’ingresso del parcheggio Leo e Bodibirdin attraversavano la strada e passando in mezzo alle persone che stazionavano davanti all’edicola sentirono un anziano che raccontava agli altri quanto letto sul giornale: “Boia dè, ma ti rendi ‘onto !!!! Ieri sui fossi c’erano trentamila persone, neanche ci fosse stato Effetto Venezia. E ci sono le foto a testimonialllo!†E appena entrati nel Bar un’altra persona raccontava al barista: “Io c’ero, un avevo mai visto ‘osì tanta gente. Ci saranno state quarantamila persone, anche di più, c’erano i pulman che ‘ontinuavano a scaria’ gente su gente…†Nel mentre si affiancava, all’auto di Leo Pardi, un’Alfasud amaranto con le fiancate colorate di giallo come le fiamme dell’inferno che sembrava appena uscita di carrozzeria, ruote larghe tipo formula 1 e dentro una serie infinita di ciondoli con moquette dappertutto dal cruscotto allo sterzo. Alla guida un giovane abbronzato con capello riccioluto biondo a cavatappi, talmente amante dei POOH da incaricare l’impianto stereo della missione di estendere questo amore a tutto il mondo raggiungibile. “Dé … o tarzanello … e se tu voi l’hai messa in cantero di cima!!!!†Luca Rally “O caà ta… e ci gira anche la Queen Mary… se un ce la fai a vede’ dove finisce la macchina  stai a casa o chiama il taxi per anda’ a giro!†…e mentre scendeva dalla macchina con fare minaccioso, ovviamente dotato di un fisico da radice quadrata di uomo come il sagace Luca Rally aveva intuito, urlava : “Dè o pallino, caà ta lo dici al quadribudello di tu ma’… ‘apito ???? Luca Rally: â€Te mi ma’ la lasci sta’… va bene!!!!!†Anche Luca Rally usciva dalla macchina e accorciava la distanza che lo divideva da Ridge Baroni, da tutti conosciuto come Rocco grazie alla comunanza tra altezza e le note dimensioni di un  pornodivo. Appena piantato il duro sguardo nell’addome di quello che al momento gli sembrava un vero e proprio animale, anzi un grosso animale, anzi un bove per capirci, Rocco ebbe la vaga impressione di averla pisciata fuori dal vaso, ma essendo dotato di un’arroganza inversamente proporzionale alla statura, definibile da mezza sega, alzò lo sguardo, il più cattivo che poteva permettersi in quel momento. Rocco:  “Boia dè… ma te sei Luca… Luca Rally… il mio idolo…†E nel pronunciare queste parole si voltava e allungando il braccio passò ad indicare il cofano della macchina sul quale campeggiava un grande cerchio bianco con all’interno il numero 99 di colore amaranto. Rocco: “Boia dé Luca, non ti avevo riconosciuto, ti chiedo scusa…†A quelle scuse, le prime profferite da Rocco nella sua vita si alzò, non si sa come, non si sa da dove, un suono di campane per annunciare il secondo miracolo di Luca Rally in meno di ventiquattro ore. Nel frattempo Rocco si tuffava in macchina riemergendo con in mano una penna e un taccuino: “Luca perdonami, fammi un autografo sennò Deborah, la mi fia, un ci crede che t’ho incontrato.†Luca Rally sentendosi buono e nella consapevolezza di avere cominciato a sdebitarsi con la città , dimenticò l’offesa alla madre e vergò il taccuino con una poderosa firma sotto le parole : “Al compagno Ridge Baroni detto Rocco†Il giovane riconoscente  strinse forte il suo mito affondandogli la faccia nell’addome e, poi, come un grillo salì nuovamente in macchina  e in un nano secondo, non poteva essere diversamente, mise in moto e con una derapata tale da alzare uno tzunami di ghiaino entrò nel parcheggio seguito da una nuvola di polvere. |
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