Capitolo IV: Il miracolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Devoto Oli   
Venerdì 30 Gennaio 2009 09:29
L’arrivo di Pottina in strada causò l’immediata apertura della folla in due ali, tanto da creare un corridoio, con lui da una parte e Luca Rally e i suoi amici dall’altra.

Bodibirdin : “Ecco pappiana, ora lo stronco”
Pottina : “Dé fai vaini, ma che pappiana !!! ma che pisano !!!!”
Luca Rally :  “Bono Bodi lascia che il vecchio venga a noi”
Leo Pardi : Dè … o chi sei ? presentati.
Pottina : “Dè oh … sono Dialma Santos … Dialma Santos Marmugi … un mi rionosci ? S’andava a fa datteri e ricci sugli scogli da piccini !!!!
Luca Rally: “Ma chi ??? Pottina ??? Il Capitano di Vascello ???”
Pottina : “ Si … sono io !!!!”
Leo Pardi: “Pottina ??? Ma cazzo dici ????  Sembri il sopravvissuto agli esperimenti nucleari di Mururoa !!!!
Bodibirdin : “L’avevo detto io che sembrava uno di pappiana !!!”
Luca Rally : “ Pottina ??? Ma se Pottina aveva tutti i capelli sciugnati ? Te sei un pelato della Cirio … de ma co’a racconti ???? al massimo poi esse’ il nonno di Pottina !!!!

Mentre si svolgeva questo colloquio Pottina, passando in mezzo alle  quattrocento persone che si erano radunate sulla strada, aveva raggiunto i tre amici ed inginocchiandosi di fronte a Luca  implorò la seguente richiesta :

Pottina : “ Boia dè Luca … guarda in che stato sono ridotto !!! Un mi fila più una fia nemmeno a pagalla !!!! Luca, basta che tu dica una sola parola ed io sarò salvato !!!!”
Leo Pardi : “No dè … Luca … non è ancora il tempo … lo sai no che c’è ancora da vende migliaia di copie del vecchio libro !!!”
Luca Rally : “ Dè Pottina, ma cosa posso fare per te ??? Al massimo posso sentire da chi si è servito Sirvio !!!”
Pottina : “Dè ... un vorrai mi’a che il nano abbia più capelli di me ???”
Leo Pardi : “ No … i tempi non sono maturi !!!!”
Luca Rally : “ Lo so Pottina, la cosa mi schifa, ma credimi …”

Non fece in tempo a finire la frase che Pottina incalzò :

“Luca, io sono labbrone figlio di labbroni !!! Non vorrai mica che io venga scambiato per un pisano !!!! per uno di pappiana !!!

A sentire queste parole Luca Rally si stracciò le vesti, ridusse a brandelli la camicia, una Eton da 25.000 euro, cucita in puro cotone egiziano e impreziosita da sette diamanti, cinque nei bottoni, ognuno in un colore diverso, e due nei gemelli, bianchi bordati in smalto nero…

Bodibirdin : “ Boia … e sai osa si veste da Poggianti !”
…. inarcò il petto dal quale spuntò prepotente la t-shirt bianca con l’immagine amaranto del Che …

Bodibirdin : “Boia … e sai osa senza protezione!”
… portò la mano nei capelli, ne strappò una folta ciocca che prontamente la posò su quella testa lucida come ginocchio davanti a lui.

Bodibirdin : “Boia … e sai osa sono senza amici!”
“Pottina in un attimo sfoggiò un ciuffo di tutto rispetto e Luca Rally, rivolto alla folla, urlò :

“Guardate questo uomo !!! La sua fede lo ha salvato..!!! Noi siamo labbroni, ricordatelo !!! Non possiamo essere scambiati per pisani e, oltre tutto, di Pappiana” .

A quel punto la folla diventò incontenibile, Luca Rally a stento protetto da Bodibirdin e da Leo Pardi veniva toccato, osannato e iniziarono a fioccare le richieste .

Uno slancio di fica di un metro e quaranta per centoventi chili, dei quali ventotto di patonza, iniziò ad urlare a ripetizione . “ Liberami dai fortori !!!! Liberami dai fortori !!!! Liberami dai fortori !!!”
Una vecchia rugosa implorò : “Luca, dammi sei numeri … solo sei … ma quelli giusti”. Dietro di lei un uomo di mezza età con una faccia a muggine lesso : “E’ la mi socera mi sfronda i coglioni,  esaudisci la sua richiesta, ma rendila muta!”
Una farda mora, trucco stile bitumatura dell’ANAS, collana di perle finte grandi come palline da tennis, abbronzatissima, labbra modello parietti tinte rosso fuoco, scollata davanti e dietro, minigonna raso topa, giro di braccialetti ai polsi e alle caviglie con tatuaggio ideogramma giapponese sul collo e sulla caviglia, un cuore trafitto da una freccia con lettere K e J sormontate dalla scritta forever: “Dè … mi puzza di triglia, Luca dai !!! Cosa ti costa !!!”

“Ma cosa pretendi ??? In quella vasca c'hanno nuotato più pesci che all'acquario di Genova !!!” … uscì anonimamente, ma con decisione, dal mezzo della folla.

Per uscire dal caos Leo prese l’iniziativa e invitò gli amici a seguirlo fino alla sua casa nella vicina Via Magenta e mentre la gente continuava a pressarli e a inondarli di richieste, Pottina raggiante aveva nuovamente raggiunto la Forrestal e dopo avere aperto una scatola traboccante di gel che, acquistato prima della calvizie, ora utilizzava per ingrassare lo scalmo, si toccò e ritoccò i capelli e si guardò allo specchio, bello, superbo e impomatato come in passato e come si conviene ad un capitano di vascello del suo rango. Grazie a Luca, Pottina aveva, riacquistato la sua vecchia ghigna. Il tanghèro dello scolmatore, terrore dell'omini delle fie del maroccone era tornato..

Gli amici a stento  guadagnarono il portone di casa di Leo e sfiniti si buttarono sul divano, mentre la folla continuava a fare ressa sulla strada.

Leo Pardi : “Boia dè, bisogna che telefoni subito al giornale. Forse siamo sempre in tempo, non dovrebbe ancora essere andato in macchina”
Leo Pardi : “Pronto, sono Leo. Te chi sei ?”





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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Gennaio 2009 11:07 )
 
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