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| Capitolo III: La mamma |
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| Scritto da Prof. Devoto Oli |
| Martedì 20 Gennaio 2009 18:51 |
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Capitolo III – La mamma
“Troncalà nel culo ar tegame di tu ma la bottiglia della peroni” A profferire la frase era stato Dialma Santos Marmugi altrimenti detto e universalmente conosciuto come “Pottina”, soprannome derivato dalla raffinatezza ed eleganza ostentate dal medesimo che soleva presentarsi al cospetto del mondo femminile come Capitano di Vascello. In realtà, il Marmugi, al massimo, era stato visto tirar di remo sul suo guscio di noce, un gozzo da lui molto modestamente battezzato Forrestal dopo che il medesimo aveva visto la gigantesca portaerei americana all’ancora in rada. La modestia era sicuramente la dote migliore di Pottina che esibiva una ricchezza la cui provenienza era difficile da dimostrare dal momento che nessuno aveva capito come avesse potuto raggiungere i trentasei anni di età senza lavorare, passando le giornate sul gozzo tra il porto e la meloria. Bodibirdin, ormai corroborato dal trip birra cinque e cinque e con le sinapsi che correvano più velocemente della staffetta 4x100 della Giamaica alle Olimpiadi di Pechino, rispose a tono: “O caàta … come ti permetti di insultare la mamma di Luca Rally!!! E devi esse' una zotta pisana!!! Un contadino di Pappiana !!! Ora vengo e ti stronco. Ci torni con i gomiti a Pappiana !!!” Pottina: “Boia dè !!! Luca Rally??? No dè, scusa Luca, un lo sapevo mia che eri te !!! Tu ma è una santa donna, nemmeno la madonna è riuscita a partori’ uno come te! Attracco la Forrestal e salgo. Aspettami !!!” Bodibirdin: “Vieni, vieni pisano! Vieni a falle qui le scuse!” Leo Pardi: “Certo Luca, tu ma è in forma!” Luca Rally: “ Stare lontani da casa mi faceva male perché non potevo vede’ mi ma’ tutti i giorni, ma te quando l’hai vista?” LP: “Dè … l’ho vista quando hai giocato a Pisa … abbiamo guardato insieme la partita alla televisione e abbiamo gioito quando hai segnato. Mi è venuta di getto una poesia che aprirà la raccolta dedicata a tu ma’ per il mercato inglese.” LR: “Sei un grande Leo, fammi sentire questa poesia!” LP: “Soffia”
Tira il vento Tira il rigore Tira tira tira Tira un po’ meno Che m’è entrato il lenzuolo nel culo
LR: “Sei immenso, non ho veramente parole per dire quanto ti ammiro ! Ma, mi avevi detto che la raccolta su mi ma’ la traducevi in russo ?” LP: “Si è vero, poi andiamo anche sul mercato russo, ma la traduzione inglese ci apre le porte di tutto il mondo. “I know the budel of your mother” è già pronto, lo chiudiamo in tipografia la prossima settimana. LR: “ Budel ??? Cazzo c’entra Alessandro con mi ma !!!! Dè e ti confondi !!! Sono Luca Rally mica Alessandro Budel !!!” LP: “Dè e’ regali ‘fii !!! E lo so Luca … La raccolta è solo su tu ma’, però hai ragione si può equivocare cambierò il titolo. “I know the game of your mother” può andare bene ?” LR: “O ecco ... the game ... ci vedo mi ma'. Bravissimo, the game è perfetto !!!” Mentre i due amici dissertavano sul titolo del libro e la folla intorno a loro si faceva sempre più pressante, improvvisamente si alzarono le note dell’inno sovietico. Era la suoneria del cellulare di Bodibirdin. B: “Dè … osa voi ?” Samantah: “Dè … o caccola … ma un torni a casa ? C'è da prende' i bimbi a scuola e portalli dai tu genitori?” B: “ O Samantah vacci te. Dè un ti sai leva' un dito dar culo !!! Io c’ho da fa, devo da du’ gollettoni a uno di Pappiana !!!” S: “Si, stai attento un ti spicini. B: Seeeeeeeeee, uno di Pappiana. Vieni, mi mangio un pisano al giorno a colazione !!! S: "Si vabbè, dimmi almeno a che ora torni" B: “Quando torno ti telefono, ora sono insieme a Luca e ci s’ha da fa”
In quel momento, a conclusione della telefonata, Pottina risaliva la scala che dal fosso porta alla strada.
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Gennaio 2009 09:28 ) |
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Sul "the game" mi ci son piegata....
Ossequi al Prof...
"the game" è una perla..