Capitolo I: Gli amici di sempre PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Devoto Oli   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 10:55

Capitolo I – Gli amici di sempre

 

Appena tornato in città Luca Rally aveva dato appuntamento agli amici di sempre, al poeta Leo Pardi e allo scaricatore di porto Loris Kevin Taccetti da tutti conosciuto come Bodibirdin.

“Ci vediamo al  ponticellllo di  Via Borra …†aveva detto al telefono  “ ho bisogno di respirare il sano profumo scianel numero cinque dei fossi, mia ver puzzo di bottino der concime de’ campi di ver paesone cor mare bianco che invece di prendici i pesci ci peschi le forme di formaggio . Voi  lo sapete, amici miei, questi sono i miei scogli e se sono andato via l’ho fatto solo per la città, per dare lavoro ai suoi giovani migliori, ma ora sono tornato e non vi lascerò più.â€

Luca Rally amava i suoi amici e gli piaceva passare dal popolano Bodibirdin alle alte vette intellettuali di Leo, insieme a loro sentiva di incarnare il vero senso della labbronicità. Era lui e solo lui  la punta di diamante, il nesso logico di una città che si vantava di essere piena di ghiozzi come la merda e, al tempo stesso, si sentiva proiettata, specialmente dopo l’Oscar della Scopaia ottenuto dal capolavoro Ovosodo, ad essere la capitale civile, morale e culturale, universalmente riconosciuta, del mondo del terzo millennio.

All’appuntamento gli amici si presentarono puntuali :

Luca Rally : “Bellllo,  Bodibirdin quanto sei bellllo, boia dé mi sei mancatoâ€

Bodibirdin : “ e’ saòsa … senza bicipiti !â€

L R : “Come stai?â€

B :  “e’ saòsa … senza mani !â€

L R : “Dé e tanto t’hanno caàto a forza, un sei mia pisano, belllllllllllo†e in quel momento lo abbraccia …

B : “Dé … e’ saòsa … senza pettoraliâ€

Nel pieno delle effusioni tra i due vecchi amici arriva anche Leo Pardi, poeta di punta della Nuova Accademia Livornese vincitore per dieci anni consecutivi del Premio Nobel del Gabbro per la letteratura.

Leo Pardi : “Belllllllllllllllllllllllllllli, boia déééééééééééééééééé …â€

L R : “questa si che è vita … aggaivo senza vedevvi “ e abbraccia Leo

B : “Dé … e’ saòsa … senza gambeâ€

L P : “Boia dé, Luca, ora che sei tornato un te ne devi anda’ più. Te sei la città, noi siamo la città. Lo vedi quanto siamo belllli ? Boia dè, siamo così belllli che se ora ci fosse anche Obama saremmo noi i vattro mori, i vattro mori viventi.â€

Obama, il quarto amico della banda, era stato così chiamato dai suoi amici per le sue idee progressiste, per essere stato da sempre il più giovane in ogni ambiente da lui frequentato. Appena trovato lavoro nei cantieri si affermò, appena quindicenne, come il più giovane pensionato d’Italia. L’anno successivo, al compimento del sedicesimo, aveva preso la patente di guida di ogni mezzo, di terra, di acqua e di cielo che fosse dotato di sterzo. Ogni anno, già pochi minuti dopo la mezzanotte del 31 dicembre, Obama si affermava come il più giovane abbronzato, passeggiando per la rotonda di Ardenza con la camicia sbottonata fino all’ombelico e sfoggiando al collo una catena da 7,8 chili di oro massiccio con pendolo a forma di segno zodiacale, falce e martello.  Andato negli Stati Uniti per un viaggio coast to coast con l’intenzione di scrivere  Pisa Merda dall’Atlantico al Pacifico, aveva ottenuto, grazie all’adesivo da lui creato e attaccato sul retro dell’auto presa a noleggio con scritto “iesuichenâ€, un notevole favore popolare tanto da essere stato eletto come il più giovane presidente d’America, per di più labbrone e abbronzato.

L R : “Boia dé Obama, ha avuto più culo d’una mania di ‘appotto ma gli voglio bene e mi manca.â€

L P : “Un ti preoccupa’ ho già parlato con Carlo Azzelio e Mamma Franca, s’organizza una crociera con tutti i tifosi dello stadio mobile e si va a Uoscinton a tingeli la casa d’amaranto.â€

B : “Dé … e’ saòsa senza dorsaliâ€

L R : “Grande Obama, lui si che è un labbrone vero !â€

L P : “Luca, siamo noi che siamo grandi ! Non ci bastava più un presidente italiano, ora abbiamo anche un presidente americanoâ€

L R : “Dé Leo … Dè Bodi … si va a mangia’ ‘r cinque e cinque … unne posso più dello gnocco fritto e de’ ciccioliâ€

L P : “Andiamo, lo sai a me piace calda mentre  Bodi piace diaccia e untaâ€

L R : “E tanto è un allezzito a caso ! Andiamo, lo so io dove trovallla diaccia e appena sfornata. â€

B : “e’ saòsa … senza ganasceâ€

 

I tre amici spavaldi e fieri, finalmente riuniti, pur senza Obama, si incamminavano per Piazza della Repubblica iniziando così a riappropriarsi della città.

 






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avatar Francesco
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Non vedo l'ora di leggere il secondo capitolo!!! Complimenti!
avatar Tanacca
0
 
 
Ir Taccetti l'ho visto vest'estate fa serfe sull'onde di 20 cm a Calignaia.
Ma ir su fratello, Entoni Ervis, lo fa sempre uinciù?
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 07 Gennaio 2009 10:56 )
 
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