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| Curva Nord: 8/02/1999 - 8/02/2009 MAU SEMPRE CON NOI! |
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| Scritto da Redazione sportiva |
| Domenica 08 Febbraio 2009 01:05 |
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Sono passati già 10 anni da quel maledetto giorno a Spezia, eppure sembra ieri. Tante cose sono successe da allora, eppure, pensando a Maurizio, ci sembra un giorno fa che andavamo insieme in trasferta in tutti gli stadi italiani. Abbiamo fatto tante iniziative in questi 10 anni per rendergli giustizia, invano purtroppo, tante cose per ricordarlo e per incidere il suo nome nella storia del Pisa. Per anni abbiamo atteso invano verità e giustizia, tutta Italia conosce ormai la sua vicenda come dimostrano i numerosi striscioni esibiti a Pisa, e non solo, da varie tifoserie avversarie. Tutti chiedevano che si facesse luce sull’accaduto (chi era a Spezia accanto a lui sa benissimo come si sono svolti i “soccorsi”). Tutti ci hanno espresso solidarietà . Tutti tranne Abbiamo chiesto giustizia e verità , e abbiamo cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della sicurezza legata ai soccorsi negli stadi. Lo abbiamo urlato a squarciagola che negli stadi italiani e in particolare nelle curve i soccorsi sono inadeguati, privi di dottori e di strumenti idonei. Ma niente. Nessuno dei “potenti” ci ha voluto ascoltare. Negli ultimi anni abbiamo addirittura assistito alla trasformazione degli stadi in lager con tornelli, telecamere e gabbionate: tutti soldi buttati via nel falso nome della sicurezza. Mentre siamo stati noi a dotare l’Arena -forse l’unico stadio italiano- di defibrillatori poiché ne era sprovvisto. Un mucchio di soldi buttati in decreti, forze dell’ordine, steward, quando di ambulanze equipaggiate e con dottori a bordo nemmeno l’ombra. A Spezia sarebbe bastato un dottore che si rendesse conto della gravità del malore di Maurizio per salvargli la vita. Oramai gli stadi sono stati spogliati di tutto il loro colore, il posto degli striscioni lo hanno preso gli innumerevoli divieti e la repressione fa da padrone. Purtroppo, Maurizio, l’Arena non è più la stessa Arena che tu conoscevi, e il calcio di oggi non è più il “nostro” calcio, il calcio di quando, insieme a te, con il tuo tamburo, lo striscione e i megafoni ce ne andavamo liberamente in tutta Italia. Il calcio di quando si potevano ancora esprimere liberamente le proprie opinioni con gli striscioni e ingegnarci in coreografie strabilianti, il calcio dei derby infuocati… Quanti derby abbiamo vissuto insieme a te, quanti sabato notte trascorsi in bianco a ultimare le coreografie e gli striscioni col magone e l’ansia nello stomaco per la partita del giorno seguente, in cui avremmo trovato di fronte gli “acerrimi nemici”. Anche questo, caro Mau, ci hanno tolto. Oggi il derby è solo una partita per gli abbonati, e a noi, che abbonati lo siamo, quel giorno, simbolo della morte del calcio, avremmo voglia di strapparlo l’abbonamento. |
| Ultimo aggiornamento ( Domenica 08 Febbraio 2009 01:07 ) |
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Non ti conoscevo personalmente, non avevo fatto moltissime trasferte a quei tempi, ma in tutte, in qualsiasi posto andavo, eri sempre presente con il tuo tamburo, alla fine la tua faccia era per me diventata familiare , come quella di tutti i ragazzi che da anni sono presenti sempre e comunque, in questi stadi che ormai non ci vogliono piĂą.
Che dire, è gia stato detto tutto nel bellissimo comunicato della curva, che ancora una volta non si è dimenticata di un suo fratello che non c'è piu, che ancora una volta ha dimostrato quei valori di amicizia e coerenza che da sempre ci contraddistingu e.
Ciao Mau, saluta Ricca, Giovannone e tutti gli altri fratelli di sciarpa che ci hanno lasciato soli in questo nuovo falso e ipocrita calcio dei potenti.